Ravanando Patagonia

Pubblicato il da gbordons

 

"Ravanando Patagonia" - Val Neira - Livigno

Una bella avventura in uno stile puro. Due chiodi per ogni sosta e due chiodi sulla via. Il resto tutto a friends e dadi. I gradi? Invece di adottare la classica scala UIAA o quella francese o quella americana, abbiamo deciso di adottare la scala internazionale Greco dove i gradi sono tre: Na Cagada (Una Cagata), Miga Paia (Mica Paglia), Da Panic (Da Panico). Per questa grandiosa via il grado è: "Da Panic -"   

                             DSCN2404-1.JPG

 

 

                                                Ravanando-Patagonia-0673.jpg

 

 

                                                Ravanando-Patagonia 0678 

 

 

 

 

Nella casella delle mail un messaggio di Bruno Mottini, oggetto: proposta di una via nuova, con tanto di foto in allegato.

 

La mia connessione mi sta dando noia, e sull' I-phone non riesco ad aprire l'immagine, ma poco importa. Di qualsiasi cosa si tratti, anche della ravanata più assurda, accetto senza riserve. 

 

Mi dirigo verso Livigno, è mattina presto e la strada innevata è a tratti ghiacciata. La mia SuperPolo sfreccia incauta.

 

Giuliano!!!!!! il fondo è ghiacciato dannazione!!!

 

 

Una prima sbandata egregiamente controllata con un freno a mano mi riempie di orgoglio, ma  poco dopo,  dopo lo scollinamento del Passo d'Eira un bel sottosterzo. Non c'è spazio e la collisione col guard rail é inevitabile.

 

Sbaaamm!!

 

Vabbè la mia SuperPolo non teme alcuna botticella e senza una piega, salvo qualche riga sulla fiancata, si dirige decisa verso l'appuntamento con Bruno e Christian "Kaleur" Cusini.

 

"Guardate che oggi non ho voglia di fare le gare, quindi io non corro, sappiatelo!"

 

"Tranquillo bordons, sono fuori allenamento"

 

Le ultime parole famose! Detto da Bruno, ciò, ha lo stesse valore se io dicessi "ho perso la mano con Mr Bordoncino!

 

Lo mando calorosamente a quel paese e iniziamo a pestare neve…o meglio inizia a pestar neve come un Caterpillar! Giuuuuu pessssante!!! 

 

Dopo poco ci accorgiamo che lo strato della polvere arriva alle ginocchia, e da qui in breve alla coscia e a tratti al bacino. Il mio bastoncino da 120cm arriva a volte fino alle manopole. 

 

"Scusa Bruno dov'è la via che hai in mente?"

 

"Lassù, sbuca su quella cima cima senza nome"

 

"Veramente?!?!" 

 

L'avvicinamento è estenuante con tutta quella quantità di neve, ma fortunatamente  siamo in tre e ci diamo dei buoni cambi. Dopo tre ore abbondanti siamo all'attacco.

 

La via che si presenta è molto Scottish Style, infatti Bruno ci dà il benvenuto al suo Ben Nevis di Livigno.

 

Egregiamente il buon Mottini supera le difficoltà. Danza con le sue picche e i suoi ramponi che non graffiano mai la roccia, ma si appoggiano sicuri sulle rocce instabili. Nel gully, sfortunatamente privo di ghiaccio, continuano a cadere vere e proprie castate di neve che provengono dall'alto a causa del vento che spira in cresta. Ciò ci impedisce una visuale decente ma ci regala brividi di freddo ogni volta che la neve riesce a infilarsi nel collo!

 

Cadono frammenti di montagna, li schiviamo, ma non tutti. Uno colpisce Kaleur alla spalla, uno mi cade sulle gambe fortunatamente protette dalle corde e uno tra la patella del mio zaino e il collo. Mi sbatte a terra. Per alcuni istanti rimango fermo sulla neve  per capire i danni. Incredulo mi capacito che non mi sono fatto nulla. Solo gli occhiali nella patella sono andati in frantumi, ma molto meglio loro della mia spina dorsale!!! Che culo dico a Kaleur che fa sicura a Bruno. 


"Tranquillo Bruno "tut a post" vai deciso e non preoccuparti." tranquillizzandolo sul mio stato.

 

Dopo tre tiri impegnativi e delicati in un ambiente unico, ci ritroviamo ancora assieme in sosta. Mancano due tiri scarsi all'uscita. Bruno mi invita al cambio di testa del gruppo. Ma rifiuto. Manca poco all'uscita, e merita di esser fatta tutta da lui questa via: per come si è mosso e per la sua attitudine. Questa via doveva esser tutta sua, e poi, non sarei mai stato bravo quanto lui! Seriamente! 

 

Non ho mai avuto dubbi sulle sue capacità e doti. Bruno è forte in tutto, in tutto davvero. Non un gradino sopra gli altri ma dieci! Oggi non ho potuto fare a meno di rimanere estasiato e sbalordito da questa prova del suo talento. Non potevo fare a meno di complimentarmi ad ogni tiro. Semplicemente sublime!

 

Sbuchiamo sulla cima senza nome della Val Neira,  intorno alle quattro passate. Il vento indelicato ci prende a schiaffi. Abbiamo poche decine di minuti di chiaro per individuare la via di discesa dal versante opposto. Un piccolo salto di roccia e prendiamo le frontali per allestire una doppia. I due chiodi sono precari e dobbiamo prestare la massima attenzione a come caricare la sosta. 

 

Buttiamo tutto il materiale a casaccio nei nostri zaini e proseguiamo sulla discesa battendo ancora traccia nella neve che ci imprigiona fino alla cintola. Estenuante.

 

Cerchiamo di tenere, il più possibile, la dorsale di un canale  che nessuno dei due livignaschi si ricorda, poi tuttavia, riluttanti dobbiamo entrarci, non abbiamo alternative. Vorremmo evitarlo per via degli accumuli. Ma ci tocca. Partono due lastre che fortunatamente evitiamo. Decidiamo di scendere col sedere in quel toboga naturale. Sarebbe perfino molto divertente, se il buio non ostacolasse la vista di possibili salti di roccia (che fortunatamente non troviamo) e per il pericolo valanghe. 

 

Con immenso piacere siamo al fondo valle, dopo ore e ore, finalmente fuori dai pericoli oggettivi della montagna. Dodici per l'esattezza. Adesso ancora mezz'ora per raggiungere la macchina. I miei due compagni sono mostruosi. Io inizio ad accusare la fatica, sono davvero alla frutta con tanto di panna montata che mi cola dalla testa fusa. Geniale, poi, la mia idea di bere una bella sorsata di tè gelato che tenevo in macchina! Poco dopo alla birreria è arrivata l'ambulanza per verificare le miei condizioni: una bella congestione non poteva mancare a questa giornata piena e ricca di emozioni. Uno di quei rari giorni che posso serenamente dire di aver visto ancora qualcuno fare del vero alpinismo. Bravo Bruno!! 

 

 

                     Ravanando-Patagonia 0674

 

                 Ravanando-Patagonia 0675

 

                             Ravanando-Patagonia 0687

 

                            Ravanando-Patagonia 0688

 

 

 

 

 

                         Ravanando-Patagonia-0684.JPG

leggero,veloce, profondo

giuliano "bordons" bordoni

 

 


Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post