Fondi di caffè e fiocchi di neve

Pubblicato il da gbordons

Sono al bar, chino sul mio caffè finito da un pezzo. Scruto gli aloni rimasti. Forse posso darmi alla lettura di questi. Magari è vero! Già! Magari rimane davvero  qualcosa di scritto laggiù in quel fondo di caffè del mio futuro. Forse. Ma non ci credo molto! Entra una donna, avvolta in un vortice di vento e neve. La folata l' accompagna quasi fino al banco, fino a me. Nella sua pelliccia calda e avvolgente lancia un'occhiata attorno a sé. Realizza con piacere che la osservo. I miei occhi dentro i suoi. Per un secondo. Solo un secondo di curiosità.  Il mio interesse svanisce con le porte scorrevoli che tornano a chiudere fuori la bufera di neve.  Rimane male al mio fugace disinteresse ma, con disinvoltura non lo fà vedere mentre si allontana verso un tavolo e aristocraticamente vi ci siede. 

Torno dentro la mia tazza di caffè, in quelle sue sfumature. 

Greta, la barista, si avvia al tavolo dell'uomo inglese seduto nell'angolo. Gli porge il suo thé sorridendo. L'uomo accenna  col capo un segno di gratitudine. 

La musica della radio copre appena gli sbuffi del vento fuori e dei miei pensieri dentro. 

Niente premonizioni per oggi nella mia tazzina. Sorrido. Lancio un'occhiata all'orologio appeso al muro e subito dopo a Luisa: la mamma di Gemma e Giada due gemelline di appena 3 anni. I loro occhi  blu celesti,  come i cieli di gennaio e le   treccine bionde, conferiscono loro tutta la bellezza di un dipinto di  William Turner.

Luisa le guarda e sorride, solo come una madre può fare. Solo come due innamorati nel mese di maggio. Allontano la tazzina dalle miei mani e insieme allontano pure il ricordo di un'anziana signora che mi lesse le carte tempo addietro. Infilo la berretta e mi tiro su il cappuccio del mio gore del Vikingo Norvegese. Saluto Greta. Esco ed entro nella bufera, con quei cristalli tanto amati che mi graffiano la faccia. Mi avvio con i miei corvi sulle spalle verso la cabinovia del Tagliede. I miei amici mi aspettano. Fra poco uscirà il sole e tutto il resto svanirà portato via dal vento.

Fuori dai boschi tutto è pelato, ma tra i larici decennali, con le loro cortecce bruciate dal tempo, la neve è perfetta e profonda. I secret spot, che solo i livignaschi conoscono, regalano emozioni che mi mancavano da tempo! Il cuore batte più forte e torno a sorridere, torno ad esser stupido come sempre! In un inverno che stentava a partire le miei necessità rimanevano lontane e ritornare sui pigri pensieri depressi di sempre era facile. Ma poi basta un fiocco di neve e gli amici di scorribande epiche per tornare a percepire il sangue scorrere nelle vene. Con la neve che torna a coprire la terra, torno a comprendere che lo sci è il modo migliore per sprecare il mio tempo. Lascio la felicità della ricchezza ai poveri uomini e mi godo la felicità dei soldi che mi permettono di esser nella powder ogni volta che questo dono del cielo mi copre le ferite. 

 

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  leggero,veloce,profondo                 

  giuliano "bordons" bordoni

 

 

 

 


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