Educational per la stampa - Madesimo

Pubblicato il da gbordons

 

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Le Guide Alpine non sono una forma astratta o mitologica, ancor meno non sono gli Dei della Montagna che hanno poteri magici sull'incolumità delle persone. Le guide Alpine sono dei professionisti della montagna, formati e ricchi di esperienze in continua crescita. 

Nei due giorni scorsi, a Madesimo, si è tenuto un educational per la stampa intitolato:


"Montagna invernale: i pericoli della neve."


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Un evento fortemente voluto dal Collegio delle Guide Alpine Lombardia e dalla Regione Lombardia che non avrebbe mai avuto luogo senza il grandissimo sostegno e supporto non solo di Marco Garbin ma anche di Madesimo e del Consorzio Turistico di Madesimo.

 

Un evento unico nella storia delle Guide Alpine e dei giornalisti, dove per la prima volta si sono mossi dei passi in simbiosi per adoperarsi nella causa della sensibilizzazione alla sicurezza in montagna ,in particolar modo a quella invernale.

 

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Troppo spesso, per mancanza di informazione e cultura, vengono generalizzati e veicolati messaggi sbagliati. Ecco quindi la volontà di quest'incontro, un educational appunto. Un educational dove gli addetti stampa hanno potuto godere prima di una giornata accompagnata dalle Guide alpine in escursioni con ciaspole, gite scialpinistiche e percorsi freeride, in seguito, una lezione in aula tenuta da Arpa e da un carismatico e coinvolgente Fabiano Monti responsabile del progetto Freeride di Livigno, nonché Dottore di ricerca scienze ambientali conseguito presso l' istituto SLF di Davos, osservatore nivologico AINEVA, Maestro di Snowboard con specializzazione freeride.

 

Fabiano è stato un elemento prezioso di quest'incontro perché ha saputo legare magistralmente le nozioni tecniche e scientifiche alle nozioni pratiche apprese sul campo la mattina.

 

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In Montagna nessuno può garantire e/o avere la sicurezza al 100%, così come non si possono prevedere con certezza il distacco o meno delle valanghe. Questo non vuol dire che non si possono ridurre i rischi. Per farlo ci vuole testa e saperla usare, avere con sé il materiale di autosoccorso (ARTVA, sonda e pala) e saperli utilizzare. Questi strumenti servono per la localizzazione di un eventuale seppellimento e quindi il disseppellimento del travolto. Strumenti fondamentali per l'autosoccorso. Dobbiamo sottolineare il fatto che nei primi 15 minuti di coinvolgimento da evento da valanga, sono fondamentali per avere più del 90 percento di possibilità di salvare la vita senza danni permanenti ai nostri amici. Ecco perché è importante parlare di autosoccorso e non di soccorso organizzato e Soccorso Alpino, che pur efficientissimi e preparatissimi non potranno mai giungere sul loco, per motivi logistici, in tale breve tempo: 15 minuti appunto.

 

Generalizzare i freerider come incoscienti è totalmente sbagliato, perché questi personaggi, sono tutt'altro che incoscienti, ma presentano una cultura sulla sicurezza in montagna grandissima, nonostante le immagine veicolate dai mass media possono trarre in inganno. Tuttavia tutti coloro che affrontano la montagna invernale su terreni innevati non battuti, che essi siano ciaspolatori, ghiacciatori , motoslitta, sciatori fuoripista, sciatori a bordo pista, chi più ne ha più ne metta, sono degli incoscienti nel momento in cui affrontano queste attività senza la dovuta attrezzatura da autosoccorso. Va da sé, che possedere anche l'ultimo ritrovato tecnologico senza la capacità di utilizzo, senza nozione alcuna di ricerca in valanga  e senza un cervello da utilizzare non serve a nulla.

 

L' Assessore Antonio Rossi, elemento prezioso e dal carattere forte, nonché  rivelazione di grandi capacità sciistiche, coadiuvato da Luca Biagini, presidente delle Guide Alpine Lombardia, hanno voluto sottolineare l'importanza degli addetti stampa per veicolare i messaggi sulla sicurezza. Loro hanno un gran potere di sensibilizzazione in quanto arrivano ad un' utenza nettamente maggiore di tutte le Guide Alpine e Maestri di Sci messi assieme, per questo il loro compito risulta tanto prezioso quanto fondamentale, per far si che non ci si riduca in futuro ad avere ulteriori divieti, ma al contrario, si diffonda la giusta  e corretta cultura. Una cultura che porti sempre più spesso le persone ad andare in montagna per TORNARE, sottolineo l'importanza di tale verbo, tornare a casa felici e ricchi di un'esperienza unica e profonda che solo l'ambiente naturale può regalare. 

 

Non sono le montagne ad esser conquistate, nessuno lo ha fatto mai, ma sono le montagne a  conquistare noi, ed è, attraverso loro che noi stessi ci conquistiamo. Con loro, le montagne,  noi cresciamo. Questa è la magia di quest'ambiente in cui, noi Guide Alpine, abbiamo la fortuna di poter lavorare e quindi accompagnare e condividere tali bellezze e tali esperienze agli altri.

 

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ph by Daniele Molineris

 

 

leggero veloce profondo

      giuliano "bordons" bordoni

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