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Tuesday 28 may 2013 2 28 /05 /Mag /2013 15:04

 

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E' tutto lì, tutto è dentro al modo in cui noi viviamo le cose, anche le più piccole, quelle apparentemente insignificanti. Le avventure come la bellezza, sono negli occhi di chi le guarda. 

 

 

Da macellaio a guida alpina, e, da guida alpina tornare a macellaio. Due cose che non chiamo lavoro, due cose che fanno parte di me, che sono me.

 

Un mese abbondante lontano dagli scarponi, un mese abbondante lontano dalle cime imbiancate. Poi una finestra di bel tempo cade di domenica, l'unico giorno per me ora libero. Con Paolino  e Ste,  i miei amici di sempre, siamo pronti per un'avventura nuova. Pronti per andare a spiare un canale che scende dal Pizzo Teo in Val Grosina. 

 

Ste è la prima volta che armeggia con ramponi e piccozze, ma sembra non curarsene troppo. Lo osservo di nascosto per capire se necessita di un aiuto esterno. Rido tra me  e me per quanto sia rilassato e tranquillo, come se quel nuovo gioco, fosse per lui, qualcosa di visto e stravisto. 

 

Ridiamo e saliamo. Saliamo e ridiamo in quel canale dai contorni sinuosi, dalle rocce solide e dai colori caldi che contrastano un cielo terso e  freddo. 

 

Il nostro umore è lo stesso della sera precedente, mentre mangiavamo nella mia baita i prodotti, usciti direttamente dalle mie mani nei giorni precedenti. E' qualcosa di cui ne vado fiero. E' bello vedere formarsi qualcosa, di qualsiasi cosa si tratti: che sia un oggetto, o  un cibo, o un progetto, o un sogno, o un amore.

 

 

La gioia di tornare in montagna, di tornare con gli amici a fare qualcosa che si ama è tanta.

 

Sapete, gli angoli di casa hanno sempre quel valore e quello spazio speciale dentro ai propri occhi e al proprio cuore. La Val Grosina è il mio angolo. Le sue montagna sono le miei prime montagne, quelle dove il mio sguardo correva e corre veloce per cercare quel qualcosa di perduto dentro.

 

Amori, Amanti e Puttane è il nome del canale che abbiamo voluto dare dopo la nostra discesa, il perché del nome è tutta un altra storia! Ora gustatevi le bellissime foto di Giacomo Meneghello che valgono più di tutte le miei parole messe assieme, e, prendetevi un giorno di avventura, lì, fuori dalla porta di casa vostra con i vostri amici!

 

                                                        Scialpinismo Valgrosina Canalino pizzo del Teo GM-13-3588

 

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                                                      Scialpinismo Valgrosina Canalino pizzo del Teo GM-13-3658

 

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                                                       Scialpinismo Valgrosina Canalino pizzo del Teo GM-13-3698

 

 

 

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                                                    Scialpinismo Valgrosina Canalino pizzo del Teo GM-13-3724

 

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          Scialpinismo Valgrosina canalino del Teo GM-13-4025

Paolo Marazzi, Stefano Munari, Giuliano Bordoni dopo Amori, Amanti e Puttane

 

 

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Giacomo Meneghello il fotografo di ClickAlps!


 

leggero, veloce, profondo

giuliano "bordons" bordoni

 

Di gbordons
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Thursday 4 april 2013 4 04 /04 /Apr /2013 14:10

                                winter 2834

bruno mottini

 

Una valle estesa e lunga. Una montagna imponente e maestosa. Una Nord che ha il suo perché. Una storia di quella parete di un certo spessore, di un certo peso. Pizzo Roseg, parete nord-est: nel 1977, Heini Holzer impegnato nella discesa scivolò e morì. 

 

 

Immaginatevi tutti i pensieri che possono affollare la mente di qualcuno che sta percorrendo la Val Roseg con l'idea di provare quella discesa. Immaginatevi di arrivare al rifugio senza alcuna persona intorno. Immaginatevi di dover batter traccia tutto il tempo. Immaginatevi di fare passo dopo passo la vostra scalata fino alla cima da soli. Tutto il peso psicologico di una discesa ripida e non poterlo neppur dividere con il proprio compagno!

 

A metà parete faccio dietro front. Scendo. Sto male, male dalla sera prima. I motivi o le scuse  non contano, non sono contemplate,  perché il succo è uno solo: sono sceso lasciando tutto lo sbattimento del batter traccia e della pressione psicologica sulle spalle del mio forte amico. Sono sceso, sono tornato, ho fallito. Non ero pronto, non ero forte abbastanza, avevo troppa paura, ero malato. Scegliete voi il motivo, non conta, sono sempre i fatti che contano alla fine della storia, le sfumature si sfumano! 

 

Il tempo che ci metto a portarmi in zona sicura è lo stesso per Bruno a raggiungere la cima del Pizzo Roseg. Con lui solo una corda da 50 metri scarsa, due viti e un nut. Tutto ciò che gli serve. O meglio: tutto ciò che serve a lui.

 

Dalla base lo vedo che dalla cima si appresta a scendere.  Intuisco il suo armeggiare con le abalakov per le prime tre doppie a causa del ghiaccio vivo. Poi una sezione tra rocce affioranti gli richiede delicatezza. Eccolo nei due terzi di discesa dove una  lingua di ghiaccio divide il nevaio pensile. Mi aspetto un' altra corta doppia, invece scioccato lo vedo prendere velocità e traversare come un razzo il vetrato. Rabbrividisco e rimango senza fiato!

 

"Ho visto della neve bella al di là della lingua di ghiaccio, ho pensato di mettere gli sci piatti sul ghiaccio e raggiungerla veloce, se fossi entrato di lamina sarei inevitabilmente scivolato."  

 

Eccolo ora inanellare bellissime curve e trovarsi poco sopra al passaggio di misto dove ci siamo salutati un paio di ore prima. 

 

Bruno non trova nulla per una buona sosta, così disarrampica la zona di misto. Rimette gli sci ai piedi e scende con uno stile unico e una padronanza incredibile l'ultima parte della parete. 

 

Parte un suo urlo di gioia, un urlo che lascia uscire tutto in una volta la tensione accumulata. 

 

Bruno mi raggiunge a tutta velocità! Lo abbraccio! Non riesco a lasciarlo! Tutta la tensione svanisce in quell'attimo, in quell' istante. Le lacrime di commozione mi rigano il viso. Sono così fiero e orgoglioso di lui!

 

Non è facile capire le motivazioni di chi spinge i limiti in montagna. Di chi li spinge tanto in là.  Non è facile nemmeno per me medesimo darmi delle motivazioni sul perché, figuriamoci se dovessi spiegarlo a qualcuno che la montagna la vede solo in fotografia. Tuttavia so cosa vuol dire arrivare anche solo ad immaginare di osare una discesa tanto ardita. So quanto sia lunga la strada che ha portato sino a quella cima. Non mi riferisco al semplice tragitto che dal parcheggio della macchina porta fino al Pizzo Roseg, ma a tutti quei passi che ci sono voluti prima. Non sono pochi e non sono facili.

 

Non ho mai smesso di elogiare le doti e la grinta di Bruno. Un ragazzo come tanti altri, ma che ha quel qualcosa in più, e, quel qualcosa in più è parecchio in più! Non conta se si stia parlando di alpinismo, di freeride, di sci-alpinismo, di sci ripido, di ghiaccio, di mountain bike: lui ha davvero quattro marce in più.  Il più completo personaggio che abbia mai visto.

 

 

Bravo Bruno, bravo davvero!!

 

 

 

 

Di gbordons
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Monday 1 april 2013 1 01 /04 /Apr /2013 21:25

                                winter-2403.JPG

bruno mottini

 

 

 

Ti ritrovi con l'inverno finito e una primavera ricca di neve.

 

Ti ritrovi proprio lì nel tuo posto magico, in quel luogo dove non riesci a smettere di amare.

 

Ti ritrovi con il tuo migliore amico, quello d'infanzia,  con amici conosciuti grazie alla montagna e con amici, con i quali, grazie a questa stagione, ti sei potuto legare.

 

Tutte persone grandiose e formidabili dentro un ambiente che ha la forma di come lo hai sempre immaginato e sognato.

 

 

 

                    winter 2396

daniel compagnoni

 

                                   winter 2560

marco besseghini

 

 

           winter 2694

manuela caciotto e daniel compagnoni

 

 

          winter 2419

giuliano bordoni

 

Come direbbe Lorenzo Cherubini: "è  questa la vita che sognavo da bambino", se non fosse che credo, e, mi ostino, esser ancora un bambino. Perchè solo un bimbo può vivere davvero dentro un sogno! 


 

leggero, veloce, profondo

giuliano "bordons" bordoni

 

Di gbordons
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Sunday 31 march 2013 7 31 /03 /Mar /2013 15:20

 

Mi dico tra me e me: ma perché ti devi incazzare tanto giuliano se al mondo ci son degli  imprudenti? Perché devi passare per il rompic… della situazione? Effettivamente è vero! Perchè? Cosa me ne viene in tasca?

 

Nelle ultime giornate di super powder, nonostante tutta la campagna di sensibilizzazione di questa stagione, i fuoripista delle miei zone sono intasati da persone senza l'adeguata attrezzatura da autosoccorso in valanga!  Altre persone che seguono le tracce reputandole sicure per la stabilità del manto nevoso in quanto sono già passati altri...

 

Altri seguono tracce senza domandarsi dove queste portino e se nel caso siano in grado di affrontare tale discesa, senza fermarsi un secondo a domandarsi se per caso, quei canali potrebbere necessitare di una calata in corda doppia o di dover cliffare una barra rocciosa...

 

Demotivato e deluso raggiungo un solo unico pensiero e mi vien da dire: ma allora se volete morire fatelo pure. Forse è un pò troppo forte come frase ma cielo santo, io non conosco il mare e non mi avventuro al largo a caso!!! 

 

Le Guide Alpine le avranno inventate per un cavolo di motivo!!

 

 

Che continuino pure a pensare che tutti i FREERIDER siano solo degli incoscienti! Io con questo post termino la mia battaglia contro i mulini a vento ovvero a favore di una sana cultura e contro le persone ignoranti e per ignoranti inteso come persone che non conoscono e non si informano sui fatti!

 

Arrangiatevi poi!

 

Di gbordons
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Wednesday 20 march 2013 3 20 /03 /Mar /2013 20:47

                                    ogni-lasciata-e-persa 1810

Paolo Marazzi

 

Ogni lasciata è persa!

 

Ecco la frase che mi rimbomba nella testa! 

 

Sono d'accordo con Mauri per allenarmi con lui tra i pali nel pomeriggio. Devo allenarmi maledizioni, voglio diventare maestro, dannazione non ho mai fatto gare e sono storto come una campana distrutta! Ma la neve fuori oggi è perfetta! Epica! Ogni giro in questa super condizione a Santa Caterina mi allontana sempre dall'idea del gigante. Curva dopo curva senza respiro senza intermezzo ci divertiamo un mondo nel mio mondo!

 

Incontro Mauri all'una, sta mettendo i primi pali. Lo guardo, mi guarda..capisce. 

 

Senza sosta riprendiamo gli ovetti e ancora due giri fotonici nei miei secret spot! Il ritmo è infuocato, come le nostre gambe!

 

Mentre i miei amici si concedono una pausa alle due, per un fugace pranzo, che poi di fugace o leggero non ha proprio niente, cambio sci.

 

Non posso cambiare anche i vestiti, perderei troppo tempo. Certo però che uno che va a far pali vestito da freerider sta bene quanto uno vestito stretto da maestro che fa freeride: un'oscenità!

Che figura quando ho incrociato sullo skilift un maestro e allenatore, chissà che avrà pensato: il solito bordoni!

 

Vabbè devo allenarmi, ogni minuto è buono! Faccio quattro giri, e, che mi crediate o meno, mi sono divertito a mille!!!! 

 

Scendo come un missile al Genzianella, dove mi attendono gli altri. Due panini al volo, ricambio sci e su di nuovo. Il tempo si è chiuso, ma, i boschetti sono da favola.

 

Federico, che ha terminato pure lui i suoi allenamenti in gigante si vuole unire. Mi aspetta alla macchina dove un kit zaino e  un paio di black crows lo attendono. Scendiamo facendo a gara dalla cresta del sobretta fino al parcheggio passando per il boschetto. Le gambe bruciano, ma siamo sorridenti come bimbi! Sempre al volo prendo lo zaino e sci e ci tuffiamo sugli ovetti. Il ritmo di oggi è questo, ma vi garantisco che ci siamo goduti ogni singolo secondo!!

 

Facciamo un rapido calcolo del tempo, forse riusciamo a farne un altra se scendiamo a stecca.

 

Per non perdere tempo regoliamo gli attacchi  a Fede direttamente sugli ovetti. Dalla cresta senza alcuna esitazione ci mettiamo a uovo per raggiungere il Boschetto dei Trick e dei Trip. A cannone ci spariamo verso il parcheggio. Dall'arrivo degli  impianti alla sua partenza avevamo solo dieci minuti! Ci riusciamo in una delle discese più veloci e fighe! 

 

Sospiriamo, prendiamo fiato mentre ci sediamo sugli impianti.

 

Ora è il tempo di godercela appieno!

 

Arriviamo all'intermedio e.... no il tronco superiore chiude 5 minuti prima di quello inferiore! Ci guardiamo increduli! Non può finire così questa splendida giornata. 

 

Un paio di telefonate ed ecco i soliti privilegiati! Riusciamo a scroccare un passaggio dai gatti! Tre addirittura a nostra disposizione! Potete odiarci, ne avete tutti i diritti!

 

Dalla cresta del Sobretta, ovvero all'arrivo dell'ovetto, ci guardiamo e sorridiamo mentre calziamo i nostri sci. Sorridiamo, sorridiamo e basta!

 

Ci portiamo di nuovo nella parte segreta dei pillow del Boschetto dei Trick e dei Trip.

 

Le gambe sono cotte ma non ci abbandonano tra un ollie e un pillow di rimbalzo! Proseguaimo verso valle lungo la Linea Elettrica, il buio sta calando e la sfida con Paolo è partita. Il gatto e il topo, ma dietro c'era pure il cane e il lupo! Che bello, che bello davvero! A canna arriviamo al Caffè la Fiamma.

 


ogni-lasciata-e-persa-1833.JPG 

Mattia Compagnoni

 

                ogni-lasciata-e-persa 1803

Stefano Alberti

 

      ogni-lasciata-e-persa 1959

Paolo Marazzi

 

       ogni-lasciata-e-persa 1947

 

       ogni-lasciata-e-persa 2002

 

 

 

 

Sorridiamo, sorridiamo, non una parola, tutto è superfluo! Ci diamo solo il cinque, con le gambe molli e gli occhi lucidi. La birra ci attende!!

 

Ogni lasciata è persa e Santa è davvero per me il mio pardiso!

leggero, veloce, profondo
giuliano "bordons" bordoni
Di gbordons
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