Tuesday 11 march 2014 2 11 /03 /Mar /2014 09:17

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L' heliski non è eticamente corretto. Non è eticamente corretto per raggiungere una montagna, non vale, ovvio! Non ho ancora sentito qualcuno che facendo dell' heliski mi dicesse: ho raggiunto la Cima della Breva. Piuttosto ho sentito: "Oggi ho sciato là, da quelle parti."

 

L'heliski, è un attività ludica fine a se stessa, è un mezzo costosissimo per andare a sciare. Di questo non devo portare invidia. Anche gli impianti di risalita sono dei mezzi per andare a sciare. Sciare è questo. 

 

Poi c'è l'alpinismo, lo sci-alpinismo, il backcountry, lo sci ripido, il trekking e via dicendo. Se piace una cosa non vuol dire che non possa piacere anche l'altra. Se uno gli piace andare in moto non vuol dire che non gli possa piacere andare in bicicletta da corsa, entrambe si fanno su strade asfaltate. Se uno fa dell' heliski non vuol dire che non gli piaccia far fatica e/o andare  in montagna by fair means. Questo perché sono due attività completamente slegate tra loro.

 

Va da sé che alla base di tutte le attività ci dovrebbe esser il rispetto reciproco e la coerenza tra i propri pensieri e le proprie azioni.

 

Va da sè che se sto arrivando con le pelli ad un colle o ad una cima e mi ronza sopra la testa un elicottero mi da fastidio, se poi, mi sbarca pure quattro persone che mi rubano la prima traccia, allora scendo e gli spacco i bastoni sugli stinchi!

 

Relax e buona powder a tutti! 

 

Ps: la stagione dello sci alpinismo è alle porte e con essa anche quella  delle grandi montagne e del ripido! Enjoy it, and forget about heliski che la sua stagione è ormai agli sgoccioli per quest'anno:-)

Di gbordons
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Monday 24 february 2014 1 24 /02 /Feb /2014 21:49

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ph Daniele Molineris - rider Stefano munari 

 

I photo contest, come ogni tipo di gara, sono delle competizioni! Ed io sono competitivo, su questo non ci piove! Ci metto il massimo, poi vada come vada, fermo restando che una buona dose di Everling ci deve essere!

Così anche andar per montagna, infatti, non posso negare che non ci sia del challenge, non posso negare che non ci sia una buona componente di sfida verso se stessi o verso gli amici o verso i "nemici".

Sarei falso a negarlo.

 

Questo aspetto, però, non deve  travalicare la passione, la voglia e l'amore di essere e andare in montagna.

 

 

A fin dei conti, tuttavia, non mi interessa così tanto vincere o meno il KOD, non è prioritario. Mi sono divertito, ho avuto una squadra strepitosa, oltre che amici profondi. Abbiamo atteso assieme, abbiamo sudato assieme, abbiamo corso assieme e ci siamo divertiti assieme! Siamo stati everling!

 

Però.. però mi dispiace e mi spiace parecchio, perchè Daniele, il nostro fotografo, quel premio se lo meritava. Se lo meritava davvero!

 

Da sempre amo la fotografia, come forma d'arte, come forma comunicativa! Sia per quello che il fotografo in uno scatto di un nano secondo, riesce a trasmettere: dal suo occhio alla nostra anima; sia per quello che i nostri occhi possono assorbiere attraverso quel fermo immagine. Un dualismo non indifferente.

 

Quello che può trasmettere l'autore non è sempre e per forza quello che lo spettatore riesce, può e vuole cogliere. Come dire: questo è quello che vedo io, e tu, cosa ci vedi dentro? Esattamente come la pittura, la musica o una curva su un pendio intonso. 

 

Ecco perchè da sempre mi ha affascianto la fotografia, ecco perchè ho da sempre guardato, e quel guardare andava ben oltre a posare semplicemente gli occhi su  un immagine, tutte le fotografie.

 

Tutto ciò per dire che di foto ne ho guardate parecchie, e, quella di Daniele fatta a Stefano Munari, mi ha lasciato a bocca aperta! Credo, sia la foto più bella in assoluto che abbia mai visto! 

 

Daniele è sempre stato una persona molta autocritica, forse troppo. Più volte mi sono dovuto sorbire i suoi commenti del tipo: non sono così bravo, mi spiace se vi faccio rallentare, scusa se non è venuta bella la foto, e via dicendo! Immancabilmente lo mandavo a fanculo!

Ci tenevo che vincesse, perchè sarebbe stata la prova lampante della sua bravura, del suo talento messo troppe volte in discussione da se stesso, ma, mai da me!  Ecco perchè mi spiace così tanto non esser arrivato sul podio in questo photo contest.

 

Indipendentemente dal risultato, in cuor mio, obbiettivamente, il KING è Daniele! Senza nulla togliere a nessuno, ci manca!

 

 

Grazie Dani per esser stato della nostra squadra e grazie Munni per tutto quello che c'è dietro!

 

Un grazie gigante ai Mustache Team e a Simone Barbieri. Dalle piccole cose si vede la persona grande che sei! La tua passione e la tua energia è coinvolgente ed è il dono più bello che una persona possa dare! Sei un faro per me!

 

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ph Daniele Molineris - rider Giuliano Bordoni

 

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ph Daniele Molineris - rider Giuliano Bordoni

 

 

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ph Daniele Molineris - rider Stefano munari 

 

 

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ph Daniele Molineris - rider Stefano munari 

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ph Daniele Molineris - rider Giuliano Bordoni

 

 

leggero, veloce, profondo

giuliano "bordons" bordoni

Di gbordons
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Thursday 13 february 2014 4 13 /02 /Feb /2014 11:16

 

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Le Guide Alpine non sono una forma astratta o mitologica, ancor meno non sono gli Dei della Montagna che hanno poteri magici sull'incolumità delle persone. Le guide Alpine sono dei professionisti della montagna, formati e ricchi di esperienze in continua crescita. 

Nei due giorni scorsi, a Madesimo, si è tenuto un educational per la stampa intitolato:


"Montagna invernale: i pericoli della neve."


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Un evento fortemente voluto dal Collegio delle Guide Alpine Lombardia e dalla Regione Lombardia che non avrebbe mai avuto luogo senza il grandissimo sostegno e supporto non solo di Marco Garbin ma anche di Madesimo e del Consorzio Turistico di Madesimo.

 

Un evento unico nella storia delle Guide Alpine e dei giornalisti, dove per la prima volta si sono mossi dei passi in simbiosi per adoperarsi nella causa della sensibilizzazione alla sicurezza in montagna ,in particolar modo a quella invernale.

 

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Troppo spesso, per mancanza di informazione e cultura, vengono generalizzati e veicolati messaggi sbagliati. Ecco quindi la volontà di quest'incontro, un educational appunto. Un educational dove gli addetti stampa hanno potuto godere prima di una giornata accompagnata dalle Guide alpine in escursioni con ciaspole, gite scialpinistiche e percorsi freeride, in seguito, una lezione in aula tenuta da Arpa e da un carismatico e coinvolgente Fabiano Monti responsabile del progetto Freeride di Livigno, nonché Dottore di ricerca scienze ambientali conseguito presso l' istituto SLF di Davos, osservatore nivologico AINEVA, Maestro di Snowboard con specializzazione freeride.

 

Fabiano è stato un elemento prezioso di quest'incontro perché ha saputo legare magistralmente le nozioni tecniche e scientifiche alle nozioni pratiche apprese sul campo la mattina.

 

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In Montagna nessuno può garantire e/o avere la sicurezza al 100%, così come non si possono prevedere con certezza il distacco o meno delle valanghe. Questo non vuol dire che non si possono ridurre i rischi. Per farlo ci vuole testa e saperla usare, avere con sé il materiale di autosoccorso (ARTVA, sonda e pala) e saperli utilizzare. Questi strumenti servono per la localizzazione di un eventuale seppellimento e quindi il disseppellimento del travolto. Strumenti fondamentali per l'autosoccorso. Dobbiamo sottolineare il fatto che nei primi 15 minuti di coinvolgimento da evento da valanga, sono fondamentali per avere più del 90 percento di possibilità di salvare la vita senza danni permanenti ai nostri amici. Ecco perché è importante parlare di autosoccorso e non di soccorso organizzato e Soccorso Alpino, che pur efficientissimi e preparatissimi non potranno mai giungere sul loco, per motivi logistici, in tale breve tempo: 15 minuti appunto.

 

Generalizzare i freerider come incoscienti è totalmente sbagliato, perché questi personaggi, sono tutt'altro che incoscienti, ma presentano una cultura sulla sicurezza in montagna grandissima, nonostante le immagine veicolate dai mass media possono trarre in inganno. Tuttavia tutti coloro che affrontano la montagna invernale su terreni innevati non battuti, che essi siano ciaspolatori, ghiacciatori , motoslitta, sciatori fuoripista, sciatori a bordo pista, chi più ne ha più ne metta, sono degli incoscienti nel momento in cui affrontano queste attività senza la dovuta attrezzatura da autosoccorso. Va da sé, che possedere anche l'ultimo ritrovato tecnologico senza la capacità di utilizzo, senza nozione alcuna di ricerca in valanga  e senza un cervello da utilizzare non serve a nulla.

 

L' Assessore Antonio Rossi, elemento prezioso e dal carattere forte, nonché  rivelazione di grandi capacità sciistiche, coadiuvato da Luca Biagini, presidente delle Guide Alpine Lombardia, hanno voluto sottolineare l'importanza degli addetti stampa per veicolare i messaggi sulla sicurezza. Loro hanno un gran potere di sensibilizzazione in quanto arrivano ad un' utenza nettamente maggiore di tutte le Guide Alpine e Maestri di Sci messi assieme, per questo il loro compito risulta tanto prezioso quanto fondamentale, per far si che non ci si riduca in futuro ad avere ulteriori divieti, ma al contrario, si diffonda la giusta  e corretta cultura. Una cultura che porti sempre più spesso le persone ad andare in montagna per TORNARE, sottolineo l'importanza di tale verbo, tornare a casa felici e ricchi di un'esperienza unica e profonda che solo l'ambiente naturale può regalare. 

 

Non sono le montagne ad esser conquistate, nessuno lo ha fatto mai, ma sono le montagne a  conquistare noi, ed è, attraverso loro che noi stessi ci conquistiamo. Con loro, le montagne,  noi cresciamo. Questa è la magia di quest'ambiente in cui, noi Guide Alpine, abbiamo la fortuna di poter lavorare e quindi accompagnare e condividere tali bellezze e tali esperienze agli altri.

 

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ph by Daniele Molineris

 

 

leggero veloce profondo

      giuliano "bordons" bordoni

Di gbordons
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Monday 3 february 2014 1 03 /02 /Feb /2014 22:46

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I pini sono carichi di neve e altri fiocchi volteggiano nell'aria senza gravità apparente. Sotto, giù nella valle, una cappa di nebbia nasconde le case e i loro focolari accesi. Tutto sembra in bianco e nero. C'è un rumore strano nell'aria, un rumore che poche volte si è abituati a sentire. E' il rumore del silenzio.

Io sono lì, in prima linea, i miei amici un poco arretrati rispetto me, aspettano ch'io tracci per primo. 

Tuttavia, io sono ancora fermo. Per qualche assurdo motivo, che poi tanto assurdo non è, mi estraneo da loro e, mi immergo in quel mondo. Mi lascio sopraffare da ciò che mi circonda, dai quei contorni tanto fatati quanto magici, per nulla sfuocati.

 

Prendo un respiro, come se, in quel singolo respiro volessi assorbire quell'immagine, in una volta sola, tutta assieme. E poi parto, lasciando semplicemente cadere a valle le punte dei miei  sci. Lascio prender loro velocità ma è ancora il rumore del silenzio ad esser da padrone. Scivolo, scivolo sopra quel morbido manto bianco e vicino a verdi pini  accarezzo i loro aghi. Ecco un fruscio, uno solo, e poi, poi di nuovo quel meraviglioso suono del silenzio. Scivolo ancora giù, giù verso quella nebbia, librandomi nell'aria tra un pillow e l'altro. Morbido. Ancora in silenzio. Tutto è così magicamente silenzioso. 

 

 

Dominati dal caos osservo il mio mondo innevato e mi lascio rapire dalla morbidezza e dal candore di quel suono che è protagonista. Rimango estasiato e, sbalordito da quanto quest'ambiente, questo mondo in cui sono abituato a vivere ogni giorno, sappia ancora smuovere in me emozioni e commozione tanto profonde. Come se fosse ancora la prima volta. Forse, esiste davvero l'amore che dura nel tempo, forse, proprio si!

 

leggero veloce profondo

giuliano "bordons" bordoni

Di gbordons
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Thursday 23 january 2014 4 23 /01 /Gen /2014 07:21

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Grandvalira skiresort, Andorra, Pirenei. Così lontano dalle alpi, così vicino alla sensibilizzazione del freeride. Rimango colpito, geloso ed entusiasta dell'animo e dell' energia  messa in campo da persone come Juan Jo, Kari, Irene, Joaquin, Mar, Marc e tutti coloro che dietro le quinte sono coinvolti in questo progetto. Veder la loro passione, il loro amore comune per la montagna e la sicurezza convergere verso il medesimo orizzonte mi da una carica incredibile!


Le valli e le montane andorrane catturano il mio sguardo e hanno tutta la mia attenzione. Sono basito dallo loro bellezza, dalla loro articolazione. Tanto quanto gli amici incontrati. 

 

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Rider Joaquin Vena

 

 

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Rider Joaquin Vena

 


 

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Rider Alex Martin Segarra

 

 

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Rider Adriana Pereiro Rossel


E' affascinante e al tempo stesso magico quanto il vero spirito freeride sia il medesimo, indipendente dalla posizione geografica o ceppo sociale. Quella cosa lì che circola nelle vene, che va oltre alla powder, ad una linea retta, ad una curva pennellata in un intonso pendio o ad un cliff di 10 metri ma si ferma e abbraccia l'amicizia, i sentimenti che pervengono dalle ultime luci della giornata o dalla fatica spesa nel raggiungere la stessa cima. E' qualcosa che infiamma cuore, anima e occhi nel medesimo modo, col medesimo fervore. 

 

E' una piccola comunità, un grande amore. Un senso di libertà legato a radici profonde che si innalza verso cieli carichi di sogni e di speranze: quelle di fare e creare la cultura della montagna! 

 

 

Zio Icaro..il tuo desiderio vive anche in terre calienti!!!

 

leggero,veloce, profondo

giuliano "bordons" bordoni

Di gbordons
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